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LA FACE DE L'OGRE

BERNARD GIRAUDEAU

Francia / 1987 / 90'

Un piccolo albergo ai piedi della montagna, confortevole e solitario, punto di partenza per gli alpinisti che tentano di scalare "il mostro" e dei turisti che spiano con il binocolo dalla terrazza le scalate di quegli uomini eccezionali, alla loro vittoria e alla loro morte. Nell'albergo vi è una donna, sola, che si chiama Helene. E' lì da qualche tempo e ha stabilito rapporti piuttosto tesi con il direttore Ringler, un anziano alpinista, mentre ha una tenera complicità con il cameriere del ristorante, Giulio, un italiano capitato in quel luogo sperduto non si sa per quale motivo. Helene ha una forte personalità, ma è soggetta a rapidi e bruschi mutamenti d'umore, a tratti è bizzarra a tratti depressa e stona fra i turisti ancora numerosi anche se la stagione sta terminando. La sua presenza, anche se con forme diverse,inquieta i due uomini, soprattutto quando i turisti sono preoccupati soprattutto ad osservare "l'attrazione" con i binocoli, Giunge una spedizione che vuole tentare una nuova via, Tre giovani accompagnano un alpinista più anziano. Helene si interessa presso Ringler sulla via che il quartetto vuole conquistare; inoltre si dimostra interessata da Marion, una ragazza dall'aria cittadina che accompagna uno dei giovani alpinisti.
All'inizio della settimana l'albergo sostanzialmente si svuota e le due donne, praticamente sole, fanno conoscenza e simpatizzano immediatamente. Helene è particolarmente attenta nel cogliere lo stato d'animo della sua compagna e le pare di scoprirla lacerata per il modo in cui vive il suo amore, in maniera distante dai sogni di una giovane donna moderna e indipendente. Helene conforta Marion, ma non rivela nulla di sè. Ma poi svela di essere la donna di un alpinista scomparso che attende da un giorno all'altro.
Il tempo peggiora e si preannuncia una bufera. Helene protegge Marion dalla curiosità dei giornalisti accorsi quasi con la speranza di qualche disgrazia. L'angoscia spinge le due donne a un'intimità sempre più forte. Marion si dibatte nelle sue contraddizioni, Marion vede nell'amica lo specchio di tutto quello che lei ha già provato.
Torna il bel tempo e con esso gli alpinisti vittoriosi. L'emozione di Marion è grande ed è grata ad Helene che l'ha aiutata a fare una scelta per la propria futura esistenza. Se ne andrà senza sapere veramente chi è Helene, che si è serrata nella propria stanza a guardare e riguardare le foto di suo marito raccolte in un album. Nell'albergo vi sono gli uomini del soccorso alpino; con Ringler discutono sul modo migliore per affrontare la parete. Helene è inquieta e nervosa. Rifiuta di parlare con Ringler che fa di tutto per incontrarla; non è la prima volta che sfugge ad una discussione con lui, infine però deve accettare la verità che lui deve confessarle.

Regista

BERNARD GIRAUDEAU

Il regista. Bernard Giraudeau. Nato a La Rochelle esordisce con "La face de l'ogre" come regista dopo una lunga carriera come attore. La sua attività inizia nel teatro. Nel 1970 lavora a Grenoble e nel 1971 debutta sulle scene parigine: ha interpretato una dozzina di commedie e drammi: le ultime due sono nel 1986 "La repetition ou l'amour puni" di Jean Anouih e nel 1988 il celebre "Les liaisons dangereuses" con la regia di Gard Vergez. A partire dal 1971 inizia anche a lavorare per la televisione: in sedici anni lavora in una quindicina di telefilm e sceneggiati: l'ultimo, nel 1988, "La grande carbriole" diretto da Nina Compagnez. L'esordio per il cinema del 197 con "Deux hommes dans la ville" (Due contro la città di JosGiovanni, dove é stato accanto a Jean Gabin e Alain Delon. In quindici anni presente in ventidue film, alcuni con registi importanti: nel 1975 in "Le gitan" di Giovanni con Delon, nel 1976 "Le sheriff" di Yves Boisset e "Bilits" di David Hamilton, nel 1979 "Le toubib" di Pierre Granier "Deferre, nel 1980 "Le boum" di Claude Pinateau, nel 1981 "Passione d'amore" di Ettore Scola, nel 1982 "Le ruffian" di Giovanni, nel 1983 "Rue Barbare" di Gilles Behat. Alla Mostra del cinema di Venezia del 1987 ha ottenuto notevole successo come protagonista di "Poussiere d'ange" di Edouard Niermans (il lavoro generalmente piapprezzato per la sua originalità nella "Settimana della critica") e di "L'homme voil del franco-libanese Maroun Bagdadi.