65. Trento Film Festival

Romano Prodi: Trento? Una cerniera, una zona di confine e colloquio dell’Europa

Pubblicata il 03/05/2017

“Trento? Una cerniera, una zona di confine e di colloquio dell’Italia e dell’Europa”. Così Romano Prodi ieri ospite del 65. Trento Film Festival in occasione di un incontro organizzato all’Università degli studi di Trento dedicato al fratello Paolo, che ne è stato rettore. “Ho iniziato proprio qui – ha spiegato Prodi – a insegnare, un secolo fa, e sono un po’ emozionato: questa città mi fa pensare al ricordo di mio fratello, che per tanti anni ha lavorato e vissuto qui. Tornare insieme a tanti amici per ricordarlo per me è un grande piacere”. “Paolo per me – ha detto Prodi – è stata una guida, a proposito di montagna. Abbiamo sempre parlato dei suoi studi e ci siamo confrontati su tutto: dalla politica alla economia, dalla storia all’attualità”. “Trento è una terra di grandi occasioni – ha spiegato l’ex presidente del consiglio italiano – da qui bisogna costituire un grande legame, un ponte con l’Europa, fra l’Austria, la parte germanica e il mondo latino. Non abbiamo forse capito abbastanza il valore di questa commistione”. “Mio fratello – ha detto Prodi – diceva sempre che il potere è sempre meglio studiarlo prima di praticarlo. Paolo a Trento ha studiato i fondamenti del potere, i legami tra la religione e l’evoluzione dello stato. L’ha analizzato a fondo, ne ha determinato le regole, i contenuti e i rapporti con l’etica della religione”. E ancora: “il mondo si orienta verso un pericoloso e diffuso concetto di autorità e concentrazione di potere: come la Russia di Putin, o la Cina e/o la Turchia di Erdogan. Pensiamo anche all’Egitto o al caso Trump. Questo processo accade sia nei paesi democratici sia paese non democratici”. In conclusione, riferendosi all’Italia di oggi, ha aggiunto “Il senso del futuro è quello che manca all’Italia: è la nostra tragedia. Un esempio di questo fenomeno si trova nei nostri atenei, dove molti giovani studiano, studiano, e poi mancano i concorsi e la speranza viene meno”.