66. Trento Film Festival

I VILLAGGI DEGLI ALPINISTI: UN PROGETTO PER PROMUOVERE IL TURISMO RESPONSABILE

Pubblicata il 01/05/2018

di Chiara Righi

Il convegno tenutosi lunedì 30 aprile alle 17.00 nella Sala Conferenze della Fondazione Cassa di Risparmio Trento e Rovereto è stato dedicato all’interessante progetto Bergsteiger Dörfer: letteralmente i “Villaggi degli alpinisti”, una rete di villaggi alpini che condividono medesime caratteristiche e che si ispirano ad un modello di montagna pura e incontaminata. Franco Capraro, Liliana Dagostin, Emilio Berlan e Alberto Ghedina hanno presentato la candidatura al progetto di alcune località della Val Zoldana inserite nel Club Alpino Italiano. Presente nel pubblico anche la presidente della SAT Anna Facchini.

Franco Capraro, del consiglio direttivo del Trento Film Festival, ha aperto l’incontro illustrando l’importanza del progetto Bergsteiger Dörfer per la tutela dell’ambiente montano e per incentivare la frequentazione consapevole della montagna da parte dei turisti. L’iniziativa, presentata già nel 2005 dall’Alpenverein austriaco, la principale associazione alpinistica del paese, è stata accolta e sostenuta finanziariamente dal Ministero dell’Ambiente dell’Austria nel 2008.

Capraro ha sottolineato i due obiettivi fondamentali del progetto Villaggi degli alpinisti: incrementare le potenzialità specifiche di ogni singolo comune alpino e offrire sostegno per aumentarne la visibilità nel contesto del turismo sostenibile.

Liliana Dagostin, curatrice del progetto, ha spiegato gli sviluppi del progetto a livello istituzionale. L’Oesterreichischer Alpen Verein, nato nel 1862, fa parte di un insieme di associazioni gemelle, incluse CAI e SAT. L’obiettivo, da sempre, è quello di evitare che i paesaggi e le comunità alpine vengano danneggiate dalle attività connesse al turismo di massa degli ultimi decenni, come la costruzione di grandi impianti sciistici o centrali idroelettriche. Nell’ambito dei protocolli del turismo della Convenzione delle Alpi, l’iniziativa “Villaggi degli Alpinisti” mira alla sostituzione di progetti su scala industriale con nuove pianificazioni di sostegno alle comunità montane delle Alpi rimaste in disparte. Il progetto nel corso degli anni è stato adottato anche dalle associazioni alpinistiche della Germania, della Slovenia e, recentemente, anche dall’Italia con l’inclusione della Val di Zoldo, Cibiana e Zoppè di Cadore, rivelando quindi una propensione alla collaborazione internazionale. “Villaggi degli Alpinisti” si sposa benissimo con la realtà montana italiana: dei circa 5900 comuni che fanno parte delle Alpi, il 30% si trova sul territorio italiano.

Ma quali criteri devono seguire le comunità alpine per essere riconosciute come “villaggio degli alpinisti”? Il loro motto è “Venite a trovarci, non abbiamo nulla”; nulla, all’infuori di natura, patrimonio paesaggistico, tradizioni, cultura e gastronomia. I villaggi sono quindi piccole entità locali nel cuore delle Alpi, caratterizzate dall’assenza di grandi infrastrutture turistiche, alberghiere o impianti energetici, circondate da cime rinomate, parchi naturali o riserve paesaggistiche e inserite in una eccellente rete di sentieri e rifugi che offrono il meglio della gastronomia locale. Anche se situati lontano dalle principali vie di traffico, i turisti hanno modo di raggiungere i piccoli comuni grazie alla disposizione di bus escursionistici, limitando al minimo l’uso di auto private.

L’offerta turistica è ampia e soddisfa le esigenze di un turista attivo, curioso, osservatore e rispettoso dell’ambiente: arrampicata, arrampicata su ghiaccio, attività per bambini, trekking, boulder, sci alpinismo, escursioni invernali di gruppo, ciaspolata e molto altro. Lo scopo, ancora una volta, è quello di proporre attività sportive nel pieno rispetto del paesaggio, senza la costruzione di impianti invasivi, affinché il turista si trasformi da “consumatore della montagna” a “osservatore della montagna”.

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