66. Trento Film Festival

NEL CUORE DEL GIAPPONE CON LA TESTIMONIANZA DI SUSANNA TARTARO

Pubblicata il 29/04/2018

di Chiara Righi

Ieri, venerdì 27 aprile alle 18.00, in una suggestiva sala del Palazzo Roccabruna, si è tenuta la presentazione del libro Haikù e Sakè. In viaggio con Santōka (ADD Editore, 2016) di Susanna Tartaro, tramite un piacevole dialogo moderato da Lisa Orlandi e con la presenza di Philip Giordano, graphic designer e autore del manifesto di questa 66esima edizione del Trento Film Festival.

Susanna Tartaro – curatrice del programma culturale Fahrenheit, da anni in onda su Radio3 – si è dichiarata assidua lettrice di letteratura giapponese. In particolare, ha raccontato la sua ammirazione per l’elasticità espressa nel genere haiku, un breve componimento poetico giapponese di origini antichissime composto da tre versi sillabici su uno schema 5-7-5.  In questa breve composizione, tanto semplice quanto complessa, l’autore deve concentrare in poche immagini una sequenza di accadimenti, tramite un lavoro che richiede grande sintesi di pensiero e d’immagine. Un metodo che, come sottolinea la Tartaro, lascia molto spazio anche alla fantasia, alla riflessione e all’interpretazione del singolo lettore: “in quel non detto, in quegli spazi bianchi – ha detto la scrittrice – c’è molto”.

Nel libro - il cui filo principale rimane il viaggio e la scoperta – letteratura e contemporaneità si intrecciano per dare vita ad un viaggio spettacolare attraverso dodici tappe nel mondo degli haiku e dei suoi scrittori, grandi poeti della tradizione poetica giapponese. In un dialogo tra passato e presente, l’autrice ci ripropone in particolare i versi del monaco viandante Taneda Santōka (1882-1940), ma anche di Matsuo Bashō (1644-1694) e Kobayashi Issa (1763-1827), in chiave quotidiana, alle prese con una poesia di tutti i giorni fatta di incontri casuali, osservazione e contemplazione della bellezza delle cose semplici. L’haiku può essere concepito quindi come uno stile di vita, uno stato d’animo in cui tanto il poeta quanto il lettore si cimentano nell’osservazione e meditazione di ciò che li circonda.

La contemplazione, la comunione tra uomo e natura, la meraviglia di fronte alla semplicità, la vita in movimento degli antichi scrittori di haiku, temi tipici della cultura giapponese in generale, ben si sposa con lo spirito del Trento Film Festival, all’interno del quale il paese ospite di questa edizione trova tanti ambiti di espressione.

Foto di Elisa Paoli

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