Edizione 2020

Giuria

Carlos Casas

Carlos Casas

Regista e artista spagnolo, nato a Barcellona nel 1974, il suo lavoro comprende cinema, suono e arti visive.

Biografia completa

Regista e artista spagnolo, nato a Barcellona nel 1974, il suo lavoro comprende cinema, suono e arti visive. È autore della trilogia di film End, dedicata agli ambienti più estremi del pianeta, e di Avalanche, un progetto cinematografico site-specific e permanente su uno dei più alti villaggi abitati del Pamir, presentato in diversi musei, festival e gallerie in Europa e negli Stati Uniti. I suoi film sono stati proiettati in molti festival tra cui la Mostra del Cinema di Venezia, il FID di Marsiglia, Documenta Madrid. Le sue opere sono state presentate in musei e gallerie, come la Tate Modern, la Fondation Cartier, Palais de Tokyo, Centre Pompidou, Hangar Bicocca, CCCB Barcellona. Cemetery, il suo ultimo progetto, è una rivisitazione del mito del cimitero degli elefanti ed è stato premiato al FID Marseille per poi girare nei festival di tutto il mondo. Dal 2005 al 2008 è stato direttore creativo di Colors Music and Films, è co-fondatore di Map Productions e dell'etichetta sonora visiva Von Archives. È visiting professor al Dartmouth College USA e all'ECAM di Madrid. Vive e lavora a Parigi.

Salomé Jashi

Salomé Jashi

Nata a Tbilisi nel 1981, ha studiato giornalismo e lavorato come reporter per diversi anni. Nel 2005 ha ricevuto una borsa di studio del British Council per studiare cinema documentario presso la Royal Holloway, University of London.

Biografia completa

Nata a Tbilisi nel 1981, ha studiato giornalismo e lavorato come reporter per diversi anni. Nel 2005 ha ricevuto una borsa di studio del British Council per studiare cinema documentario presso la Royal Holloway, University of London. Al suo ritorno in Georgia, ha fondato la casa di produzione Sakdoc Film. The Dazzling Light of Sunset (2016) ha ricevuto il premio principale al Concorso Regard Neuf di Visions du Réel, al ZagrebDox, Jihlava IDFF, Valdivia IDFF e in diversi altri festival. Bakhmaro (2011), realizzato in coproduzione con ma.ja.de. filmproduktion e MDR/Arte, ha ricevuto la Honorary Mention for a Young Documentary Talent al DOK di Lipsia, è stato premiato come miglior documentario dell'Europa centrale e orientale al Jihlava IDFF, ed è stato nominato per gli Asia Pacific Screen Awards e Silver Eye Awards. Salomé fa parte del collettivo creativo L'Oeil Ecoute, che crea performance artistiche multisensoriali. Nel 2020, è borsista del DAAD Artists-in-Berlin Program e ha ricevuto una borsa di studio Nipkow nel 2017. Tra le sue opere, The Tower (2018), The Leader is Always Right (2010), Their Helicopter (2006).

Gustav Hofer

Gustav Hofer

Nato nel 1976 a Sarentino, si laurea in scienze della comunicazione a Vienna e in cinema a Londra. Dal 1999 vive a Roma dove lavora come corrispondente per la TV franco-tedesca “Arte”.

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Nato nel 1976 a Sarentino, si laurea in scienze della comunicazione a Vienna e in cinema a Londra. Dal 1999 vive a Roma dove lavora come corrispondente per la TV franco-tedesca “Arte”. Con suo marito, Luca Ragazzi, ha diretto Improvvisamente l'inverno scorso presentato alla Berlinale nel 2008, dove ha ottenuto la menzione speciale del premio della giuria Manfred Salzgeber. Il film ha vinto il Nastro d'argento come miglior documentario nel 2009 e altri 20 premi in tutto il mondo. Nel 2011 ha diretto Italy: Love It, or Leave It, presentato al Milano Film Festival, dove ha vinto il premio del pubblico e il premio della giuria, partecipando poi ad oltre 200 festival in tutto il mondo e uscendo in sala in Germania, Austria, Svizzera, Paesi Bassi, Italia e Canada. Nel 2013 esce il terzo film della coppia, What is Left?. L’opera partecipa al Minneapolis International Filmfestival, Hotdocs Toronto, Brussels IFF. Nel 2019 esce DicKtatorship – Fallo e basta – un viaggio alla ricerca delle origini del maschilismo, presentato in diversi festival come Hotdocs e Biografilm. Dal 2020 Gustav Hofer collabora con il quotidiano Neue Zuericher Zeitung.

Carmen Gray

Carmen Gray

Cresciuta in una fattoria nel sud della Nuova Zelanda, ha studiato letteratura inglese e scienze politiche all'Università di Otago. Ha viaggiato per il mondo come insegnante di lingue, prima di diplomarsi in giornalismo.

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Cresciuta in una fattoria nel sud della Nuova Zelanda, ha studiato letteratura inglese e scienze politiche all'Università di Otago. Ha viaggiato per il mondo come insegnante di lingue, prima di diplomarsi in giornalismo. Attualmente vive a Berlino, dove è giornalista freelance, critica cinematografica e programmatrice, specializzata in arte, cultura e politica dell'Europa dell'Est e del Caucaso. Ha scritto per riviste come The New York Times, The Guardian, Screen International, ed è capo critico della rivista Modern Times Review: The European Documentary Magazine. In precedenza ha lavorato a Londra, dove è stata Film Editor della rivista Dazed & Confused, ed è stata programmatrice di Into Film. Attualmente fa parte del comitato di selezione del Winterthur International Short Film Festival in Svizzera e partecipa alla programmazione del festival londinese Open City Docs. Ha programmato la Settimana della Critica di Berlino e ha curato proiezioni speciali per festival in Russia e Portogallo. Ha lavorato anche nella distribuzione cinematografica per Pinball Films e come consulente per produzioni crossmediali norvegesi.

Matteo Della Bordella

Matteo Della Bordella

Nato e cresciuto a Varese, ha iniziato ad arrampicare all’età di 12 anni, grazie al padre.

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Nato e cresciuto a Varese, ha iniziato ad arrampicare all’età di 12 anni, grazie al padre. Nonostante all'inizio l'arrampicata non lo avesse particolarmente affascinato, con il tempo e dopo molte scalate, la sua passione per questa disciplina è esplosa. Nel 2006 entra a far parte del gruppo dei Ragni di Lecco, grazie a cui cresce come alpinista. Nel 2008 si laurea in Ingegneria Gestionale e prosegue gli studi con un dottorato di ricerca fino al 2012, ma senza mai allontanarsi dalla sua vera passione: l'alpinismo. Nello stesso anno abbraccia, infatti, la scelta di dedicarsi a tempo pieno all'alpinismo e all'arrampicata da professionista. I suoi luoghi preferiti sono le più grandi e remote pareti del pianeta: raggiungerle rappresenta già una prima sfida, a cui segue il tentativo di salita, preferibilmente in free climbing, con poca attrezzatura e affrontando elevati gradi di difficoltà. Innamorato della Patagonia, dove è stato numerose volte, altre sue destinazioni preferite sono la Groenlandia, il Pakistan, l'India e l'isola di Baffin. Gli piace praticare un alpinismo essenziale, concreto, leggero, che mette a confronto l'uomo con la montagna, a pari condizioni.

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