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IL GENNARGENTU DI NATEDDU

DANIELE CINI

Italia / 1993 / 23'

Al centro del futuro Parco Nazionale della Sardegna c'è un monte, il Gennargentu (in italiano "porta del vento" o "porta d'argento") chiamato così per essere il punto in cui nascono le correnti d'aria di tutta l'isola oppure per il suo brillare argentato d'inverno quando si ricopre di neve. In una valle sperduta di questo monte vive un antico pastore, Nateddu, rimasto nello stile di vita uguale ai suoi molti antenati. Vive in un ovile fatto di tronchi posati come in una capanna indiana e con le sue parole, un po' in sardo e un po' in uno stentato italiano, rivela a sprazzi la sua "filosofia" panteista. Ne emergono la dipendenza dalla natura, il patto d'onore che stringe con l'aquila per non farsi rapire i capretti, i colloqui con gli animali domestici, il disprezzo per gli animali necrofagi. Quasi in contrapposizione vediamo le immagini di una battuta di caccia al cinghiale che decima gli ultimi esemplari rimasti. E' la storia di un grande polmone selvatico d'Italia, vissuta con l'inquietudine per un precario futuro.

Regista

DANIELE CINI

Il regista. Daniele Cini nasce a Torino il 3.7.1955. Diplomato nel 1978 al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, ha collaborato a diversi programmi culturali della RAI quali Delta e Quark. Dal 1985 lavora come documentarista naturalista alla Rubrica PAN Storie Naturali. Nel 1987 ha partecipato al Filmfestival di Trento con "Come in uno specchio - Lo svasso maggiore" e con "Le rondini di Comacchio",
vincendo la Genziana d’ Argento per il miglior film di esplorazione. Autore negli anni 1995/96 di alcuni documentari per Geo. Il suo cortometraggio “ Arrivano i sandali” é stato selezionato nel 1996 per la Mostra del Cinema di Venezia.

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