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L’ARBRE DE LES CIRERES

MARC RECHA

Spagna / 1998 / 94'

Dicembre 1994, un paesino nei pressi di Valencia (Spagna). Senza dare spiegazioni, il dottor Martì anticipa il pensionamento e si prepara a partire per Valencia, abbandonando la sua compagna, Roser, che gestisce la locanda del paese; lo sostituisce Andreu, giovane medico venuto dalla città, probabilmente per dimenticare la morte della madre e la fine di un amore. Dolors, una ragazza che lavora nella panetteria, si occupa da sola del fratellino Angel e della nonna malata; sua madre, Teresa, li ha lasciati un giorno per seguire una compagnia di artisti del circo. Manolo, che commercia olio di oliva, conduce anche una vita di piccolo trafficante, organizzando con i giovani del luogo furti e intrallazzi di ogni genere. Con il passare dei giorni, che trascorrono lentamente, al ritmo degli arrivi e delle partenze, le vite si intrecciano e i sentimenti seguono il loro corso misterioso. Ognuno ha le proprie ferite segrete e i propri sogni inconfessati: Miquel, il fattore, ama Roser che crede rifiutata da Martì; Dolors esita tra i più pretendenti, continuando a scrivere alla madre assente lettere che rimangono senza risposta. Angel scongiura la solitudine inventandosi dei mondi poetici in cui i ciliegi, le rocce e i ruscelli hanno un'anima; e anche Andreu si adatta a poco a poco a questa vita fuori dal mondo. Ma la malattia e la morte entrano in scena: Martì in realtà è malato di cancro e la nonna muore; la sua scomparsa riunirà Dolors, Angel e Teresa, la madre dei due. Privilegiando rispetto ai dialoghi le atmosfere e le sensazioni sonore e visive, Recha realizza un film sobrio, fatto di emozioni contenute, che suggerisce, più che descriverla la complessità dei sentimenti. Praticando l'arte dell'ellissi e della frammentazione , il cineasta catalano mette a punto un montaggio elaborato, secondo lo stile del mosaico, che ci fa lentamente entrare nel ritmo cadenzato di questi vite regolari ma mai immobili.

Regista

MARC RECHA

Il regista. Nato nei pressi di Barcellona nel 1970. Marc Recha gira assai presto, tra il 1984 e il 1988, una serie di cortometraggi in Super 8. Nel 1988 il suo primo corto in 35 mm. “El darrer instant” viene immediatamente selezionato per vari festival, al pari degli altri cinque cortometraggi in 35 mm che ha diretto sino ad oggi. Ricordiamo, tra gli altri: “La maglana” (1991), “Es tard” (1994), premio speciale della giuria UNESCO a Venezia, e, ancora, l’ultimo: “L’escampavìes (1997). Nel 1989 Recha trascorre un periodo a Parigi, dove lavora con Marcel Hanoun in qualità di aiutoregista. Tra il 1991 e il 1992 realizza “El cielo sube”, lungometraggio sperimentale che ottiene in Spagna numerosi premi: il film, presentato a Locarno, è liberamente tratto da un raccondo dello scrittore catalano Eugenio d’Ors. A partire dal 1996 Recha gira anche diversi film pubblicitari e documentari per la televisione.

CATALOGO 1999 pag. 85 - 47^ edizione

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