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RAGHS-E-KHAK

ABOLFAZL JALILI

Iran / 1998 / 73'

Llia, un bambino di circa undici anni, lavora in una cava che produce mattoni in modo quasi artigianale in una regione isolata dell'Iran. Perseguitato da voci che lo tormentano e gli impediscono di dormire, corre sullo sfondo di un paesaggio arido e desertico allo scopo di esorcizzarle. Un giorno incontra Limua, una bambina della sua età che ha raggiunto la piccola comunità insieme alla madre, lavoratrice stagionale. Tra i due bambini si stabilisce una relazione "muta": giochi di sguardi e complici sorrisi. Un giorno Limua lascia l'impronta della sua mano su un mattone ce offre a Llia, per poi gettarlo dentro un pozzo. Il gesto, attento e misterioso, permetterà forse al bambino di ritrovare la pace dell'anima. L'arrivo delle piogge annuncia la fine della stagione di lavoro. Gli operai, tra cui Limua e sua madre, si preparano a partire, abbandonando Llia alla sua solitudine.

Regista

ABOLFAZL JALILI

Il regista. Nato nel 1957 realizza documentari per la televisione iraniana dal 1979. Regista con più di quindici film all’attivo, Jalili si è imposto come cineasta di talento soprattutto con “Det Yani Dokhtar” (1994), premiato ai Festival di Venezia e di Nantes: attraverso la storia di una bambina paralizzata per cause ignote, il regista mostra una Repubblica iraniana dai mille volti. Girato nel 1996, “Yek Dastan-e Vaghe’i” mette in scena un cineasta che si ritrova come attore protagonista del suo film, da lui scelto, un bambino con dei seri problemi… Regista prolifico, Jalili ha realizzato nel 1998 un altro lungometraggio “Don”, la storia dei tormenti di un bambino privo di certificato di nascita che non può di conseguenza cercarsi un lavoro. Tra le sue opere “Dakeh-Daran-e Tehran” (1981), “Movazeb Bash!” (1982), “Milad” (1983), “Bahar” (1985), “Gal” (1987), “Det Yani Dokhtar” (1994), “Yek Dastan-e Vaghe’i” (1996), “Don” (1998).

CATALOGO 1999 pag. 46 - 47^

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