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RITRATTI - MARIO RIGONI STERN

Carlo Mazzacurati

Italia / 1999 / 55'

Nell’arco di tre giornate Mario Rigoni Stern narra a Marco Paolini la sua vita.
La prima giornata, dopo una breve introduzione che ci racconta la formazione sentimentale di un bambino cresciuto tra le montagne, è totalmente dedicata al racconto della giovinezza, tra il ’38 e il ’45, come soldato nella seconda guerra mondiale. La seconda giornata è dedicata al tempo del ritorno e al difficile reinserimento nella vita normale. Si parla anche dell’altopiano di Asiago come luogo emblematico, microcosmo totale, di cui Rigoni Stern è voce e coscienza. Nella terza giornata, rispondendo alle domande di Marco Paolini, Mario Rigoni Stern riflette su questo presente, parla di natura, memoria e responsabilità. Della gioia che dà un lavoro ben fatto, sia esso manuale che intellettuale. Questo ritratto è anche la storia di un incontro tra un uomo, che ha tanta vita dietro le spalle, e un uomo più giovane, che vive nel presente, ma ha bisogno di capire ciò che prima è stato.

“Mario Rigoni Stern ha vissuto questo secolo come un personaggio omerico, con la stessa pazienza, lo stesso coraggio, la stessa speranza in un disegno. I suoi occhi, il suo sguardo sono puri come la neve, ne hanno la stessa limpidezza, lo stesso candore. È un uomo di montagna abituato a camminare, e camminando ha attraversato in lungo e in largo questo martoriato continente. Come un padre mitico ha sempre avuto al primo posto della sua scala etica il senso di responsabilità. Non ha mai abbandonato nessuno lungo il suo cammino, che fossero soldati amici o nemici, o persone perdute tra le montagne. Se li è caricati sulle spalle e li ha riportati a casa.
Ciò che non ha potuto portare indietro ha deciso di raccontarlo, per non dimenticare.”
Carlo Mazzacurati

Regista

Carlo Mazzacurati

Nasce a Padova nel 1956. Dopo gli studi al DAMS di Bologna e una vivace esperienza nei circuiti dei cineclub bolognesi, realizza nel 1979 il suo primo film, un mediometraggio in 16mm, il road movie Vagabondi. Dopo poco tempo si trasferisce a Roma dove lavora per alcune trasmissioni televisive in qualità di autore e conosce Gabriele Salvatores con il quale collaborerà per la scrittura della sceneggiatura di Marrakech Express. Nel 1985 assieme all'amico Franco Bernini scrive la sceneggiatura di Notte italiana, che diventerà poi un film due anni dopo, grazie anche all'appoggio della Sacher Film di Nanni Moretti, qui per la prima volta nelle vesti di produttore.
Con Il prete bello (1989), tratto dal romanzo omonimo di Goffredo Parise, il regista si misura con una realtà strettamente legata alla miseria. Nel 1992 realizza Un'altra vita e nel 1994 realizza Il toro (Leone d'argento a Venezia e coppa Volpi a Roberto Citran). Successo di critica con Vesna va veloce (1996), seguito da L'estate di Davide (1998). Nel 1999 allestisce "Ritratti" assieme a Marco Paolini, raccolta di dialoghi con importanti personaggi della cultura veneta (Andrea Zanzotto, Mario Rigoni Stern, e Luigi Meneghello). Nel 2000 presenta La lingua del santo alla 57° Mostra del cinema di Venezia. Dopo A cavallo della tigre (2002), remake di una commedia di Luigi Comencini del '46, il regista padovano decide di occuparsi d'amore con L'amore ritrovato (2004). Se negli ultimi due film lo sguardo era rivolto al passato in modo intimistico, nel 2007 il regista ritorna alle sue origini percorrendo i binari che lo portano nuovamente in un paesino del nord-est a raccontare un giallo che ha il sapore del malessere sociale contemporaneo in La giusta distanza.

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