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Il cortometraggio racconta la storia di un paio di sci che si innamorano di una bella ragazza incontrata sulla funivia che dal Passo dello Stelvio porta al Livrio.
Gli sci, quasi sostituendosi psicologicamente al loro proprietario, un giovanotto solitario e tutto dedito a scattare fotografie del panorama, vengono casualmente a contatto con la ragazza. Ma quel semplice contatto basta a far scattare la scintilla e gli sci, pieni di ardore "dongiovannesco" e dimentichi di avere precisi doveri da assolvere verso chi li ha regolarmente acquistati e pretenderebbe da loro le prestazioni richiesta ad ogni paio di sci, da quel momento in poi vivono e palpitano solo per la ragazza cercando di farsi notare e seguendola in ogni luogo come fedeli cagnolini.
Mentre il giovanotto è disperatamente alla ricerca dei suoi sci, che per gettarsi sulle orme della ragazza lo piantano in asso fin dalla prima discesa costringendolo a scendere a piedi lungo la pista, lo svolgimento della storia offre numerose e divertenti occasioni per mostrare, oltre ai maestosi panorami alpini del Gruppo Ortles-Cevedale, la vita e le attività lavorative in una stazione sciistica e nei suoi ritrovi,ambienti nei quali si sposta la ragazza, tenacemente seguita dagli sci, mentre lei neppure li nota.
Naturalmente l'ingresso di un paio di sci in una sala affollata, in una camera da letto o in un deposito danno adito a divertenti gags, per l'assurdità e l'imprevedibilità delle situazioni. Comunque, alla fine della giornata, la tenacia degli sci sarà premiata con ciò per cui hanno lottato: un bacio dalla ragazza.
Tutto si risolve così felicemente, ed il legittimo
proprietario ritorna in possesso dei suoi sci, soddisfatti e placati nel loro ardore "dongiovannesco".
Ma di ragazze sulle piste di sci non ce n'è solo una...