Trento Film Festival 365

Il 26 luglio Claudio Morandini presenta il suo nuovo romanzo "Le pietre"

Pubblicata il 25/07/2017

Claudio Morandini, celebre scrittore valdostano, autore del premiato “Neve Cane Piede”, presenta il 26 luglio al Forte Busa Granda di Vetriolo (Levico) il suo nuovo romanzo, dove protagonisti sono la montagna, gli uomini e le pietre che per un fenomeno misterioso si animano e si proliferano, sconvolgendo la vita di due tranquilli paesi.

L’evento è organizzato nell’ambito della rassegna letteraria di montagna, vita e poesia “Levico incontra gli autori”, a cura della “Piccola Libreria” di Lisa Orlandi e della Biblioteca Comunale, in collaborazione con la Sezione Sat di Levico. A dialogare con l’autore sarà l’addetto stampa del Trento Film Festival, Rosario Fichera.

Claudio Morandini, valdostano, autore del pluripremiato “Neve Cane Piede”, è considerato dalla critica letteraria uno dei più raffinati narratori di una montagna “altra”: per nulla elegiaca, dura e magica insieme. “Morandini – è stato scritto di lui – dimostra eccezionale controllo della sua macchina narrativa, confermandosi come uno dei romanzieri più competenti e spiazzanti nel nostro panorama letterario.”

“Le Pietre” è un racconto di altura, impregnato di realismo fantastico, a tratti comico, a tratti minaccioso. Un romanzo con una dimensione corale e una prosa nitida, eccellente, briosa.

Nel romanzo il tono prevalente è quello ironico con cui il narratore, che spesso parla a nome della comunità, racconta come abbia avuto inizio e con quali conseguenze, un inspiegabile fenomeno: il progressivo animarsi e proliferare delle migliaia di pietre che caratterizzano il paesaggio di Sostigno, il villaggio a valle, e Testagno, quello a monte dove prima ci si trasferiva in estate e ora molto più spesso.

Claudio Morandini vive ad Aosta. Lavora con le parole, a scuola e nella scrittura. Scrive i suoi libri con lentezza, distillando le storie da cumuli di centinaia di pagine, tra le quali, un po’ alla volta, ha visto formarsi legami, rimandi, echi. Segue le vite dei suoi personaggi con la stessa curiosità dei lettori – dove vanno, cosa faranno, perché lo faranno? Ama non dare tutte le risposte, e nemmeno cercarle, perché pensa che l’ombra, gli angoli oscuri, i dettagli sfocati, i tempi morti, le allusioni, le ellissi, le reticenze abbiano più importanza (più senso, più corpo) del voler dire tutto.

Allo stesso modo ama le storie che si perdono, i meccanismi che si ingolfano, le narrazioni che si raggomitolano, perché la vita è così e sono così anche i grandi romanzi da cui continua a trarre nutrimento.

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