Archivio

UEMURA NAOMI MONOGATARI

JUNYA SATO

Giappone / 1986 / 140'

Maggio 1964. Dopo aver terminato l'Università Uemura parte per la sua prima avventura, un viaggio verso gli Stati Uniti con soli 110 dollari in tasca. La sua visita però risulta breve, poichè dopo pochi mesi si trova a dover rimpatriare come turista. Tuttavia, non si perde d'animo. Scalatore nato e amante dell'avventura, un anno più tardi raggiunge la vetta, fino ad allora inviolata, del Ngojumba Kang II nella catena dell'Himalaya. Poi Uemura sfida più volte la natura: nel 1966 la prima scalata solitaria del mondo sulla cima del Monte Bianco e del Cervino. Più tardi, nello stesso anno, scala da solo la vetta del Kilimanjaro. Nel 1968 compie due scalate solitarie nel Sud-America: la cima dell'El Plata in Argentina e l'Aconcagua, la vetta più alta del continente, quest'ultima in sole 15 ore. Lo stesso anno fa un viaggio da solo in Amazzonia su una zattera, coprendo 6000 chilometri in due mesi, poi si dirige a nord e scala il Monte Sanford in Alaska tutto solo. Nel 1970 Uemura è il primo giapponese a raggiungere la vetta del Monte Everest e lo stesso anno compie una scalata solitaria sul Monte McKinlev. stabilendo così un record con la conquista delle vette delle più alte montagne dei 5 continenti, di cui 4 in spedizioni solitarie. Non ancora soddisfatto, nel 1970 attacca in pieno inverno la parte nord delle Grandes-Jorasses del massiccio del Monte bianco e l'anno seguente scala di nuovo l'Everest. Appena sceso, percorre 3000 chilometri attraverso l'arcipelago giapponese in 53 giorni. Nel 1972 vive con gli Eschimesi in Groenlandia per 10 mesi e percorre da solo 3000 chilometri con la slitta trainata da cani. Nei successivi 4 anni percorre circa 12000 chilometri nell'Artico sempre con la slitta e, nell'aprile del 1978, raggiunge il Polo Nord. Nel 1983 completa la sua permanenza nell'Atlantico. Sebbene fosse un esploratore e chiaramente un solitario, Uemura sposa fortunatamente una donna che condivide le sue ambizioni, Rassegnata a vivere senza di lui la maggior parte del tempo, dice, "Quando ho deciso di sposarlo, sapevo a che cosa andavo incontro. Mi sono rassegnata. Come può una donna fermare un sogno?".
Uemura parte ancora, questa volta per l'Alaska, nel cuore dell'inverno. E' deciso a raggiungere da solo la vetta del Monte McKinley e nel periodo più freddo dell'anno. Perchè sminuire una sfida aspettando circostanze ambientali favorevoli? Egli parte alle 11 del 13 febbraio 1984. Comunica per radio la sua vittoria. Sono le sue ultime parole. Il suo corpo non viene mai ritrovato dalle squadre di soccorso nella desolata distesa bianca.

Regista

JUNYA SATO

Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito.