UN MONDO APPESO A UN FILO
UN MONDO APPESO A UN FILO
MARIO CASELLA, FULVIO MARIANI
Svizzera / 1995 / 39'
UN MONDO APPESO A UN FILO
MARIO CASELLA, FULVIO MARIANI
Svizzera / 1995 / 39'

A Braggio, piccolo villaggio della Val Calanca (Grigioni), la prossima estate (1995) verrà inaugurata una strada forestale: il primo collegamento stradale con il resto del mondo, finora connesso ad esso solo con una teleferica. Anche se la strada non sarà aperta al traffico normale le discussioni sulla sua costruzione hanno animato per mesi la vita locale le cui voci danno vita al ritratto di una piccola comunità montana che, tra mille difficoltà, sta facendo un salto nella modernità.

Registi

MARIO CASELLA

Nato nel 1959, vive a Roveredo, Svizzera. È guida alpina, giornalista, scrittore e regista. Ha lavorato come corrispondente per Televisione Italiana Svizzera (TSI) a Washington DC (1997-2000), con la quale collabora tuttora a Lugano. Ha rivestito la funzione di responsabile della redazione esteri al telegiornale e di co-produttore del magazine di informazione "Falò". Attualmente si dedica prevalentemente all'attività di regista free-lance di documentari. Tra gli altri, ha girato e prodotto film e reportage sul muro di Berlino, Croazia, Bosnia, Afghanistan e Stati Uniti. Ha partecipato più volte al TrentoFilmfestival e ha vinto il premio solidarietà con Grozny Dreaming (2009).

FULVIO MARIANI

Fulvio Mariani nasce nel 1958 a La Chaux-de-Fonds (Svizzera). Nel 1981 inizia la sua attività di cameraman presso la TSI - Televisione Svizzera. Nel 1985 gira il documentario "Cumbre" a cui vengono assegnati molti riconoscimenti ufficiali. Grazie a questo lavoro Mariani inizia a lavorare in proprio dando vita alla Iceberg-Film, casa di produzione specializzata principalmente in documentari d'avventura. Nel corso degli anni collabora con diversi personaggi di spicco del mondo alpinistico e dell’arrampicata come Reinhold Messner, Jerzy Kukuczka, Walter Bonatti, Hans Kammerlander, Riccardo Cassin, Mauro Corona, Stefan Glowacs e Piero Dal Pra'. Nel 1991 dirige la fotografia in parete del film "Grido di pietra" di Werner Herzog. Ha collaborato con le più importanti reti televisive europee come ZDF, ORF, France 3, RAI e Mediaset, sempre filmando situazioni di avventura estrema. Nel 1987 pubblica il libro "Drammi e Diaframmi". Nel 1994 dirige la fotografia della serie televisiva "Viva Africa e Overland" per la RAI. Pluripremiati anche i documentari "L’uomo di legno", "La strada per Olmo Lungring e Siachen: a war for ice". Presente al TrentoFilmfestival sin dall’inizio della sua carriera, ha vinto la genziana d’argento con "Cumbre" (nel 1987) e "Cinquant’anni dopo" (1988) oltre che la Genziana d'oro CAI per "I Cavalieri delle vertigini" (2000). È stato membro della Giuria Internazionale di Trento nel 1990.

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