YONDEN
YONDEN
MARIE JAOUL DE PONCHEVILLE
Francia / 2002 / 90'
YONDEN
MARIE JAOUL DE PONCHEVILLE
Francia / 2002 / 90'

YONDEN E’ IL NOME DI UN GIOVANE ABITANTE DELLA MONGOLIA CHE CONDUCE UN ‘ ESISTENZA ERRABONDA INSIEME AI SUOI FAMILIARI, SEGUENDO LE MANDRIE DI ANIMALI CHE SI SPOSTANO NELLA VASTA TAIGA. DA NOTARE CHE YONDER E’ UNO CHE NON E’ CIRCOSCRITTO AL SUO MONDO, IN QUANTO CONOSCE ALTRI PAESI, QUANDO OCCORRE SI SPOSTA IN AEREO, HA PARTECIPATO ALLE RIPRESE DI UN FILM. MA IL RICHIAMO DELLA SUA TERRA E’ IRRESISTIBILE. YONDEN, INSIEME ALLA FIGLIA DI UN VECCHIO MANDRIANO IN FUNZIONE DI INTERPRETE, OTTIENE DI FARE DA ASSISTENTE AD UN MEDICO IL QUALE PERCORRE I VASTI TERRITORI IN CUI SI MUOVONO I NOMADI PER VISITARE CHI HA BISOGNO DI LUI E NON PUO’ PERMETTERSI DI FARSI OSPEDALIZZARE. IN UNA SOSTA DEI SUOI SPOSTAMENTI YONDER INCONTRERA’ UNA NOMADE CHE DIVENTERA’ LA SUA COMPAGNA DI VITA. E DARA’ UNA MANO AL NONNO CHE, NELLE ANNATE MAGRE, GLI CHIEDE DI AIUTARLO A RACCOGLIERE E CONSERVARE IL FORAGGIO NECESSARIO PER L’ INVERNO. SI TRATTA DI UN LUNGOMETRAGGIO DI FICTION, BASATO COMUNQUE SU UNA VARIETA’ DOCUMENTATA CON SCRUPOLO. LA PAROLA E’ LASCIATA AI PROTAGONISTI, AI QUALI NON RINUNCIANO MAI ALLA LORO SPONTANEITA’ PUR SAPENDO BENE CHE COSA E’ UNA MACCHINA PERSA.

A proposito delle riprese di "Yönden" la regista spiega: "Ho sempre avuto l’impressione che Yönden mi sfuggisse, che non volesse comunicare alla mia maniera. Scappando mi diceva chiaramente: "Trova quello che sei venuta a cercare. Non posso essere io, perché io voglio andare da solo incontro alla vita. Fino a ora ho ben vissuto senza di te! Trovati, trovami, se ci tieni davvero". Mentre giravo mi rendevo conto che il personaggio di Yönden era sempre sul punto di sparire, creava tensione, metteva in discussione. È come nella vita, tutto sembra svanire... sempre. Passiamo il nostro tempo a perdere e a ritrovare altre cose che abbiamo perso per recuperare la libertà di essere ancora una volta. La mia realtà di regista trovava in questo la sua ragione di essere. Credevo di vegliare su Yönden. Era lui, in fondo, a vegliare su di me".

Catalogo "Festival di Locarno"

Regista

MARIE JAOUL DE PONCHEVILLE

Psicologa di formazione, entra nel 1975 come giornalista presso Bayard Presse, un gruppo editoriale francese di origine cattolica. Dà in particolare il proprio contributo alla rinascita del giornale per bambini “Pomme d’Api”, affidandone le illustrazioni ad artisti contemporanei. Dopo un periodo alla Société française de production come psicologa e responsabile del settore giovani, fonda la propria casa di produzione nel 1989. Lo stesso anno gira per la televisione “Sept femmes au Tibet sur les traces d’Alexandra David-Néel”, film che le valse noie di un certo rilievo con le autorità cinesi. Nel 1990 firma la regia di “Lungta, les cavaliers du vent”, documentario uscito nelle sale in Francia e all’estero. Nel 1995 “Molom, conte de Mongolie” viene selezionato in vari festival di film per l’infanzia e viene premiato a Chicago e Cannes Junior. Nel 1998 partecipa, come consulente alla regia, alla realizzazione di “La vie sur terre” di Abderrahmane Sissako.

CATALOGO FF 51/2003; film 1605/135, “ YONDEN”.