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CERRO TORRE, EL ARCA DE LOS VIENTOS
CERRO TORRE, EL ARCA DE LOS VIENTOS
ERMANNO SALVATERRA
Italia / 2006 / 20'
CERRO TORRE, EL ARCA DE LOS VIENTOS
ERMANNO SALVATERRA
Italia / 2006 / 20'

Di nuovo su questa fantastica montagna, la quinta volta e già la seconda in due anni per Alessandro. Di nuovo qua per seguire una linea entrata nella storia dell’alpinismo, definita da Lionel Terray la salita più importante della storia dell’alpinismo, quella fatta da Maestri ed Egger 47 anni fa. La salita che fece la storia e che a tutt’oggi viene messa in dubbio. Dopo cinque tentativi, uno dei quali ci ha permesso di salire circa 900, di nuovo ci infiliamo su quella linea. Quella linea che Maestri ha detto di aver seguito con Tony Egger per raggiungere la vetta del Cerro Torre nel 1959. I miei compagni sono giovani e molto forti. Rolando Garibotti, italo-argentino ed il mio compaesano Alessandro Beltrami. Con una nostra tecnica particolare ed i pesi ridotti al minimo, riusciamo così ad aprire la nuova via in due giorni.

L’impresa di Ermanno Salvaterra, Rolando Garibotti e Alessandro Beltrami sul Cerro Torre, aprendo la via El Arca de los Vientos

Regista

ERMANNO SALVATERRA

Guida alpina e maestro di sci. E’ tra i più forti alpinisti trentini della nuova generazione. Professionista della montagna a tempo pieno. Il suo nome è legato ad alcune tra le più belle ascensioni sulle montagne patagoniche quali la terza ripetizione della via Maestri sul Cerro Torre e la prima invernale della stessa via nel 1985. E’ in queste imprese che ha iniziato, a livello amatoriale, a filmare e a prendere confidenza con la cinepresa. Dopo un primo cortometraggio realizzato per “Jonathan” al Cerro Torre, nel 1985 firma un secondo cortometraggio, “Magico Est”, sulla spedizione alle Torri del Paine, presentato a Trento. Nel 1992 partecipa con “Blu Patagonia”, resoconto del concatenamento del Cerro Standhard e della Punta Herron, vincitore del Premio Speciale UIAA e premiato in varie manifestazioni internazionali. Nel 1995 è presente con “Fuiste alpiste…è andata così” e nel 1996 con “Infinito Sud”, vince la Genziana d’argento per il miglior film di alpinismo e il Premio Speciale UIAA.

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