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LE PERE DI ADAMO

Guido Chiesa

Italia / 2007 / 90'

L’uomo mangiò il frutto dell’albero della conoscenza e incominciò a sapere, apprendere, separare. E da quel momento iniziarono anche i suoi guai. Forse ne avrebbe evitati parecchi se si fosse accorto che, su quell’albero, oltre alle mele, c’erano anche delle pere... Mattino presto, un corteo di persone per strada: protestano perché gli industriali, i sindacati e il governo francese hanno deciso di modificare il loro sussidio di disoccupazione. Un annoso problema, un’immagine consueta. Le loro grida svegliano un buffo omino che abita il fumetto che fa da filo conduttore al film. L’omino si dirige alla finestra e considera che quel movimento di persone si comporta né più né meno come un corteo di nuvole. Come le nuvole possono portare problemi o soluzioni. Come le nuvole, arrivano, accadono e se ne vanno. E poi tornano. E’ una considerazione poetica, un po’ eccentrica. Ma per il nostro personaggio diventa una sfida del pensiero e dell’immaginazione: possiamo stabilire un’analogia rigorosa, scientifica, tra le nuvole e i movimenti sociali? Inizia così un viaggio che, partendo da territori apparentemente famigliari (la meteorologia e la politica), finisce per sconfinare in aree poco esplorate, in cui soggetti a prima vista separati e distanti, risultano infine simili e connessi: nuvole e movimenti, goccioline di vapore e persone, perturbazioni e grandi questioni sociali. A far da guida nel viaggio è il paradigma scientifico, ossia l’idea che attraverso la ragione, la prova e la verifica, l’essere umano possa conoscere e controllare la natura e tutto ciò che la riguarda (umani inclusi). Protagonisti del film, oltre all’omino del fumetto, sono il movimento degli Intermittenti, lavoratori precari dello spettacolo che nel 2003 turbarono l’estate culturale francese, il meteorologo e climatologo italiano Luca Mercalli e il matematico/musicista scozzese Iain Mc Larty.

Regista

Guido Chiesa

Guido Chiesa

Emigrato negli Stati Uniti nel 1983 vi ha realizzato alcuni corti. Nel 991 ha presentato a Venezia il su primo lungometraggio Il caso Martello, a cui ha fatto seguito Babylon (1994). Interessanti alcuni suoi documentari: Materiale resistente (1995), Nascita di una democrazia (1997), Partigiani (1997), Non mi basta mai (1999/2000). Nel 1998 ha diretto Una questione privata - Vita di Beppe Fenoglio, per poi tornare sulle opere del grande scrittore piemontese con la riduzione cinematografica de Il partigiano Johnny (2000), presentato alla mostra del cinema di Venezia.

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