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IN TEMPO, MA RUBATO

GIUSEPPE BARESI, Pier Paolo Giarolo

Italia / 2009 / 52'

Il documentario è suddiviso in vari capitoli distinti, come i movimenti di una sonata. Le immagini seguono logiche musicali, in una specie di partitura dove i vari capitoli sono contrassegnati con i termini della musica: allegro, allegretto con brio, pianissimo, crescendo.
Ogni capitolo analizza un tema caro a Brunello: il tema della non ricerca del “bel suono”, il rapporto della musica con la natura, il rapporto della musica con l’espressione, il rapporto della musica con l’interiorità.
Ogni capitolo è inoltre contrassegnato da un’esecuzione e quindi caratterizzato da uno spazio sonoro ben definito: la sala da concerto, l’ambiente naturale del Passo Sella, il deserto, la scatola di plexiglas... una vera e propria zona ideale che serve per esprimere un concetto e farci entrare nel suo mondo.
Nei raccordi la telecamera è posta dal punto di vista di Brunello che suona il violoncello e ci fa entrare in contatto quasi fisico con lo strumento. L’impressione è quella di essere noi che suoniamo: vediamo le sue mani da vicino come se fossero le nostre. Entriamo in contatto il più possibile con il musicista, proprio come se fossimo noi a suonare.
Il documentario è anche il racconto di una storia, un percorso a tappe che porta all’esecuzione finale. Brunello ci spiega, passo passo, come realizzerà questa esecuzione e i raccordi sono i tasselli di costruzione di una grande esecuzione.
Egli ci fa ascoltare e ci insegna ad ascoltare.
Nell’ultimo capitolo si suggerisce che tutti questi temi confluiscono e si accordano nell’esecuzione finale. E' incompiuto, poiché non lo vediamo davvero ma lo intuiamo soltanto, accompagnandolo dietro le quinte fino agli istanti prima dell’esecuzione, quando il documentario finisce con la sua entrata in sala.

Registi

GIUSEPPE BARESI

CATALOGO 1998 - 46^ - pag. 179

Pier Paolo Giarolo

Dopo il diploma in pianoforte al Conservatorio di Vicenza apre un'officina grafica. Ottenuta la licenza di cinemambulante sta provando a vivere imparando questo mestiere, con propositi di rigore ed eleganza. Negli ultimi anni ha anche lavorato come direttore della fotografia per documentari italiani e francesi.

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