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DER WEISSE SCHATZ und die Salzarbeiter von Caquena

Eva Katharina Buehler

Germania / 2011 / 52'

TERRE ALTE

“Credo che i Gringos abbiano iniziato con il litio laggiù”. Don Rosauro, che lavora per estrarre il sale per conto della Salar de Uyuni in Bolivia è nel mezzo di un bianco deserto senza fine mentre indica una macchia nera all’orizzonte. Per intere generazioni i dipendenti della Aymara Indians hanno lavorato come minatori in questo luogo, il più grande deserto di sale del mondo a 3.670 metri sopra il livello del mare. Ora si è scoperto che sotto la ruvida bianca superficie del lago salato si trova la più grande quantità di litio del pianeta. Il litio è considerato la risorsa del futuro, viene usato per la fabbricazione dei telefoni cellulari e degli attuali computer portatili. Immensi quantitativi di litio sono necessari per produrre le batterie ad alta potenzialità per i futuri motori elettrici per le automobili. Proprio accanto a questo deserto di sale Daniel Lopez e la sua famiglia vivono secondo lo stile di vita tradizionale del villaggio di Caquena. Come è mutato il loro microcosmo da quando è stato raggiunto dagli interessi della globalizzazione? Il documentario unisce due generazioni: il quattordicenne Daniel e il suo compagno di scuola nel villaggio con i loro padri estraggono il sale dal lago e nel frattempo colgono i i primi segni dei futuri cambiamenti. E’ il momento cruciale di passaggio in cui il silenzio precede la tempesta, in cui la cultura della gente del villaggio inizia a essere toccata dall’alba della globalizzazione. “Che cosa arriverà con il litio? Come trasformerà la realtà della gente di Caquena?”: si chiede la moglie del sindaco e alza il suo sguardo verso il futuro.

Regista

Eva Katharina Buehler

All'età di quattordici anni ha scoperto la pittura e la fotografia. Dopo essersi diplomata ha iniziato a studiare i media audiovisivi alla Stuttgart Media University (HdM) e ha conseguito la laurea nel 2004. Nel 2005 ha iniziato a studiare alla Filmakademie Baden-Wurttemberg in Germania, dove ha diretto molti documentari ed è stata direttore della fotografia di molti cortometraggi e mediometraggi. Durante i suoi studi ha inoltre lavorato come assistente alla regia in una stazione televisiva locale e per altre case di produzione. Lavora tuttora come direttore della fotografia per documentari tra cui "Solitude" di Marcel Wehn.

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