DOLOMITISMO

Nove racconti verticali nel Patrimonio Mondiale

Le vicende degli uomini e delle donne che hanno esplorato le Dolomiti incontrano la storia della Terra. La serie «Dolomitismo. Racconti Verticali», ideata e diretta da Emanuele Confortin e prodotta dalla Fondazione Dolomiti UNESCO, ripercorre con nove documentari alcune ascensioni che hanno segnato la storia del dolomitismo. In ciascun episodio si intrecciano il presente delle emozioni vissute dagli alpinisti contemporanei al passato prossimo delle testimonianze storiche, arrivando al passato remoto del tempo profondo, che ha plasmato questi sublimi paesaggi capaci di raccontare 300 milioni di anni di storia della Terra.

Le Dolomiti sono state riconosciute Patrimonio Mondiale nel 2009 grazie al criterio della bellezza naturale ed estetica del paesaggio e a quello dell’importanza geologica e geomorfologica. Proprio nella pratica alpinistica, a sua volta riconosciuta Patrimonio Culturale Immateriale nel 2019, si trova la testimonianza del grande fascino che, in virtù di questi valori, le Dolomiti hanno saputo e sanno esercitare.

Gli alpinisti sono stati i primi a desiderare di toccarle, sentirle, poggiarvi i piedi, distendervi dita, mani, gambe, insomma, viverle nell’intimo. Ripercorrere alcune delle loro storie offre l’opportunità di uno sguardo nuovo sulla meraviglia paesaggistica del Patrimonio Mondiale e sulla stessa pratica alpinistica sulle Dolomiti (il dolomitismo, appunto).

In ogni documentario, della durata di circa 28 minuti, grazie alle esperienze dell’alpinista Luca Vallata e degli ospiti che si alternano in cordata con lui, le vicende del passato rivivono nel presente e rimbalzano nell’abisso dell’origine geologica delle rocce, con gli interventi del geologo Emiliano Oddone e le suggestioni artistiche espresse dalla matita di Luigi Dal Re.

Nel primo episodio, intitolato Ritorno a Cima Mugoni, lo stesso Luigi Dal Re ripete una storica via nel gruppo del Catinaccio, sulla quale alcuni anni prima è cambiata la sua esistenza; nel secondo, Cadini di Misurina, la forza di un’immagine, è Elisa Castellucci a salire su Torre Leo e Torre Diavolo, alla ricerca delle tracce del grande Emilio Comici, immortalato da una foto senza tempo; nel terzo episodio, ambientato in Brenta e intitolato Campanile Basso, una normale fuori dal normale, Davide Cassol torna a legarsi con l’amico Luca Vallata, per guadagnare la cima di uno dei più celebri campanili delle Dolomiti; Cason di Formìn, sul versante più selvaggio è il titolo del quarto episodio, nel quale Michael Tramontin, nel gruppo della Croda da Lago, racconta la sua passione per le pareti selvagge e per la stagione fredda.

La serie prosegue con Civetta, la parete dei sogni, dove Claudia Mario scala la via Aste Susatti a Punta Civetta, nel cuore della Parete delle Pareti; Croda Cimoliana, sulle tracce della storia è il sesto episodio, dove Ivan Da Rios affronta una delle vie più ambite, la Gherbaz-Candot nelle Dolomiti d’Oltrepiave.

Il settimo episodio ci porta nelle Pale di San Martino: Sass Maor, il sogno nel cassetto, svela il desiderio della giovane alpinista Sofia Mott, che ripete la centenaria via Solleder-Kummer aperta nel 1926 sull’enorme parete Est. L’ottava storia raggiunge uno dei luoghi più selvaggi delle Dolomiti: Spiz di Lagunaz, il diedro perfetto dove Marco Bergamo e Samuele Zeni seguono Vallata sulle tracce di Renato Casarotto e Piero Radin, autori 50 anni fa di una difficile prima ascensione nel profondo delle Pale di San Lucano; chiude la serie la Regina: Marmolada, il valore della rinuncia, con Lorenzo Bellenzier, giovane e talentoso alpinista che testimonia l’importanza di tornare sui propri passi davanti a difficoltà inattese, imposte dall’inverno anticipato.

Nei nove episodi si alternano anche le voci di Modesto Alverà, Anna Angelini, Alessandro Baù, Ettore De Biasio, Dante Del Bon, Marika Freschi, Mirco Gasparetto, Andrea Menardi, Franco Nicolini, Bruno Pederiva, Piero Radin, Elena Turro, Maurizio “Manolo” Zanolla e Samuel Zeni.

Un lungo viaggio, realizzato dalla Fondazione Dolomiti UNESCO grazie al contributo del Fondo Comuni Confinanti e con il patrocinio del Club Alpino Accademico Italiano, dell’Alpenverein Südtirol, del C.A.I. Veneto, del C.A.I. Alto Adige, del C.A.I. Friuli Venezia Giulia e della Società Alpinisti Tridentini.

Le riprese in parete e le interviste sono realizzate da Emanuele Confortin; tra i dronisti figurano, oltre al regista, Filippo Guerra e Leonardo Mizar Vianello; alla seconda camera, durante le interviste, Elena Barban, Nicolò Mattia Colombo e Lara Piovesan; la sceneggiatura è di Emanuele Confortin, il montaggio è curato da Elena Barban e Lara Piovesan e le musiche originali sono di Sebastian Soso; la post-produzione e la video e color correction sono curate da The Studio, il coordinamento della post-produzione da Nicolò Mattia Colombo.

  • Fondazione Dolomiti UNESCO

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