CERIMONIA DI APERTURA 74. TRENTO FILM FESTIVAL
Apertura

CERIMONIA DI APERTURA 74. TRENTO FILM FESTIVAL

Interviene il giornalista Federico Quaranta

La prestigiosa cornice della Sala Depero ospita la cerimonia di apertura del Trento Film Festival, giunto quest’anno alla 74. edizione.

 

" Signore e signori,
ci sono luoghi che si guardano…
e luoghi che ti costringono a guardarti dentro.
La montagna trentina è uno di questi.
Non è uno sfondo.
Non è un paesaggio.
È una presenza.
Ti misura.
Ti pesa.
Ti ridimensiona.
-
Viviamo in un tempo che ci spinge verso l’alto,
ma senza profondità.
Verso la visibilità,
ma senza radici.
I monti, invece, fanno il contrario.
Ti tolgono.
Ti spogliano
Ti riportano all’essenziale.
Insegnano
...maestri muti… 
E in questo gesto antico,
quasi brutale,
ti restituiscono.
-
Io, ogni volta che salgo,
mi sento più piccolo.
E non è una sconfitta.
È una liberazione.
Perché è proprio lì,
nel momento in cui ti riduci,
che inizi a vedere davvero.
-
Il Trentino lo sa.
Non è solo bellezza.
È una grammatica.
Una lingua fatta di pietra,
di legno,
di silenzi.
-
Lo sa il Lagorai.
Una montagna che non cerca consenso.
Non addolcisce.
Non semplifica.
È rimasta com’era.
Aspra.
Ruvida.
Essenziale.
E proprio per questo,
vera.
Nel Lagorai non vai a conquistare.
Vai a capire
se sei pronto.
-
Lo sa Cavalese.
Lo sa la Val di Fiemme.
Qui la montagna diventa comunità.
Diventa regola.
Diventa misura.
Le Magnifiche Comunità
non sono folklore.
Sono un’idea di mondo futuro.
Un’idea in cui il bosco
non è proprietà,
ma responsabilità.
In cui il tempo
non è consumo,
ma custodia.
In cui il futuro
si costruisce insieme,
o non esiste.
-
E poi Madonna di Campiglio.
Le Dolomiti di Brenta.
Cattedrali di roccia.
Una bellezza che non consola.
Ti mette in silenzio.
Perché ci sono luoghi
in cui la parola è di troppo.
-
E poi i laghi, come 
Il Lago di Tovel.
Un tempo rosso sangue
Ora trasparente.
Uno specchio
che non riflette solo il cielo,
ma quello che sei.
-
E poi ci sono le ferite.
La montagna trentina è stata anche guerra.
È stata confine.
È stata linea.
Tra il Passo Rolle
e il Passo San Pellegrino,
tra il Passo Tonale
e gli altipiani,
le creste sono state trincee.
-
La Prima guerra mondiale qui
non è un capitolo.
È presenza.
È nei camminamenti scavati nella roccia.
È nei reticolati che ancora affiorano.
È nei nomi incisi, consumati dal vento.
-
E poi c’è la Val di Genova.
Una valle che sembra acqua e luce.
Cascate, boschi, verticalità.
Eppure anche lì,
se sai guardare,
senti il peso del tempo.
Perché la montagna non dimentica.
Conserva.
Trattiene.
Restituisce.
-
E allora capisci una cosa.
Che la montagna non è mai neutra.
È sempre una scelta.
Restare o andare.
Custodire o consumare.
Ricordare o dimenticare.
-
E oggi, più che mai,
le comunità montane
sono presidi culturali e sociali.
Non periferie.
Ma centri.
Centri di senso.
-
E allora questo Festival
non è solo cinema.
È un atto.
Un atto culturale.
Un atto civile.
È scegliere di guardare in alto
in un tempo che guarda solo in basso.
-
E adesso permettetemi
un momento personale.
-
Sopra Madonna di Campiglio,
nel gruppo delle Dolomiti di Brenta.
La Cima Tosa.
-
Ero lì.
Mi ci aveva portato Franco,
Franco Nicolini
Dopo un profondo confronto con lui 
Sono rimasto solo
Da solo.
-
Freddo vero.
Silenzio pieno.
Il vento che non ti accarezza… ti attraversa.
-
Mi sono fermato.
-
E ho guardato.
-
E a un certo punto…
ho pianto.
Non per la fatica.
Non per la bellezza.
-
Perché in quel momento
ho sentito una mano.
-
La mano di mio padre.
-
Non era un ricordo.
Non era un pensiero.
-
Era presenza.
-
E lì,
su quella cima,
ho avuto la sensazione
di essere nel punto più vicino
a qualcosa che non sappiamo nominare.
-
E in quell’istante
tutto si è rimesso in ordine.
-
L’ego.
Le corse.
Il bisogno di dimostrare.
-
Spariti.
-
E sono rimasto io.
Figlio.
Uomo.
Piccolo.
-
E ho capito
che la montagna fa questo.
-
Ti toglie tutto
per restituirti l’essenziale.
-
E forse è per questo
che continuo a salire.
-
Non per arrivare in cima.
-
Ma per avvicinarmi,
anche solo per un attimo,
a ciò che mi manca.
-
Grazie. "
- Testo di Federico Quaranta


Date
24/04/2026 17:00
Luogo
Palazzo della Provincia Autonoma di Trento - Sala Depero
Piazza Dante, 15
Trento

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