Il Trento Film Festival alla prova del futuro: un ponte tra generazioni in dialogo
Pubblicata il 01/04/2026
130 film e 150 eventi in programma in una 74a edizione che si propone come un luogo di ascolto, confronto e dialogo tra generazioni, all’insegna del passaggio di testimone. Il Presidente Leveghi: «In un’epoca schiacciata sul presente, il Trento Film Festival sceglie una direzione “ostinata e contraria”: ci ostiniamo a riflettere sul passato e a studiare il presente per immaginare il domani».
In un mondo dove sembra prevalere la logica dello scontro, il Trento Film Festival prova a dare il suo contributo al dialogo e al confronto non solo tra donne e uomini di diverse nazionalità e culture, ma anche tra generazioni, riflettendo sul significato profondo del passaggio di testimone. E lo fa, come sempre, utilizzando i linguaggi universali del cinema, della letteratura, della musica e dell’arte, per raccontare le Terre Alte del pianeta e l’intreccio indissolubile tra vette e comunità umane. Dal 24 aprile al 3 maggio il capoluogo trentino è pronto dunque ad ospitare la 74a edizione del Trento Film Festival, con i suoi 130 film e i 150 eventi in programma, ai quali si aggiungono oltre 100 appuntamenti del T4Future, la sezione dedicata alle nuove generazioni.
Il programma dell’edizione è stato presentato oggi a Milano, durante la conferenza stampa organizzata al Cinemino di via Seneca, alla presenza del presidente del Trento Film Festival Mauro Leveghi, di Angelo Schena, delegato alla cultura del Presidente generale del Club Alpino Italiano Antonio Montani, della direttrice della rassegna Luana Bisesti e di Mauro Gervasini, responsabile del programma cinematografico. In rappresentanza del Comune di Trento, socio del Festival, è intervenuta l’Assessora alla cultura e Vicesindaca Elisabetta Bozzarelli.
«In un’epoca schiacciata sul presente, il Trento Film Festival sceglie una direzione “ostinata e contraria”, citando uno dei più grandi cantautori italiani, Fabrizio De Andrè: ci ostiniamo a riflettere sul passato e a studiare il presente per immaginare il domani. Dal 24 aprile al 3 maggio, offriremo al nostro pubblico uno spazio libero e critico. In un tempo che appare più incerto di quanto potessimo prevedere, il nostro obiettivo rimane quello di stimolare domande e coltivare il dubbio, unico vero motore di una consapevolezza autentica» ha dichiarato il presidente Mauro Leveghi. «Questo 2026 segna inoltre un appuntamento globale di grande rilevanza, per le Terre Alte: l’Anno Internazionale dei Pascoli e dei Pastori, proclamato dalle Nazioni Unite per valorizzare il contributo dei pastori ai sistemi agroalimentari sostenibili e alla resilienza climatica. Il Trento Film Festival è, da sempre, sentinella di questi temi. Ricordiamo con orgoglio la Genziana d’oro assegnata due anni fa a Un pasteur di Louis Hanquet, cronaca di una scelta esistenziale coraggiosa di fronte alle sfide del cambiamento climatico e del ritorno dei grandi carnivori. E in questa edizione, ben otto pellicole approfondiscono il tema dell’alpicoltura, un’attività fondamentale per gli ecosistemi delle Terre Alte di tutto il Pianeta».
«Il Trento Film Festival è uno dei più importanti e attesi eventi cinematografici al mondo legati alla montagna, che ogni anno riunisce ai massimi livelli i protagonisti non solo del cinema, ma anche dell’alpinismo, della cultura, dell’editoria e del teatro, per discutere i temi più stringenti e attuali che riguardano i territori montani», ha affermato Angelo Schena, delegato del Presidente generale del Club Alpino Italiano Antonio Montani. «Per il CAI, cinema e letteratura sono strumenti fondamentali per diffondere la conoscenza e il rispetto della montagna. Quest’anno, tra i molti eventi, proporremo una serata dedicata a Le vie dei sogni, un racconto corale dell’alpinismo italiano di oggi e di domani attraverso le voci di dieci fra i più brillanti interpreti della scena verticale contemporanea. Grande spazio anche a un progetto a cui teniamo molto: Oltre la vetta, il videopodcast del Club Alpino Italiano che apre un dialogo inedito e necessario su lutto, trauma e salute mentale nelle comunità della montagna. Un importante appuntamento sarà inoltre l’evento dedicato al film Bianco, supportato e patrocinato dal Club Alpino Italiano, che ripercorre lo storico e drammatico tentativo di Walter Bonatti e compagni all’allora inviolato Pilone Centrale del Frêney».
Come ogni anno, saranno tantissimi gli ospiti della rassegna, tra presentazioni letterarie – con MontagnaLibri che spegne quest’anno quaranta candeline – e serate evento, talk in piazza e attività all’aperto. La regista, sceneggiatrice e video-artista Giada Colagrande sarà protagonista della serata di apertura Queendoms unplugged, un viaggio sonoro nei culti femminili arcaici e nelle divinità nate dalla Dea Madre. Occhi puntati sugli alpinisti “figli d’arte” Simon Messner e Aleš Česen, oltre che sulla campionessa mondiale di arrampicata sul ghiaccio Ines Papert, tutti e tre fra i protagonisti della serata Nuove generazioni, nuovi approcci, mentre in un’altra attesa serata alpinistica, Le vie dei sogni, si alterneranno sul palco, fra gli altri, Stefano Ragazzo e Silvia Loreggian, coppia vincente in parete e nella vita, ma anche François Cazzanelli, alpinista valdostano tra i più talentuosi della sua generazione. Ospite alla serata di premiazione del Premio ITAS del Libro di Montagna sarà il giornalista e scrittore Paolo Mieli, mentre durante la cerimonia di apertura interverrà il giornalista Federico Quaranta. Lo scrittore Mauro Corona sarà protagonista di un inedito dialogo con la figlia Marianna, scrittrice come il padre, mentre l’attore Andrea Pennacchi sarà al Festival per l’appuntamento Bestie Foreste, una ballata eco-narrativa sul nostro rapporto con la biodiversità. E ancora, gli esploratori Alex Bellini e Kim Young-Mi, che si affiancheranno in una serata ad alto tasso di avventura condotta da Hervé Barmasse: la coreana, infatti, membro della Giuria internazionale di questa edizione, è stata la prima donna a compiere la traversata in solitaria dell’Antartide dopo 69 giorni e 1.700 chilometri percorsi. Lo storico dell’arte Jacopo Veneziani e l’umanista dell’ospitalità Michil Costa si confronteranno sui temi culturali che elevano la montagna a soggetto capace di ri-unire uomo e natura, riportando equilibrio in un rapporto che si sta logorando. In collaborazione con la Sede RAI di Trento, non poteva mancare infine un omaggio alla leggendaria impresa del ciclista Charly Gaul sul Monte Bondone, nel suo Settantesimo anniversario, con una serata evento che vedrà sul palco grandi campioni del ciclismo come Francesco Moser, Gilberto Simoni, Giorgio Furlan e Paolo Savoldelli.
«Il Trento Film Festival ha sempre avuto l’ambizione di non essere un testimone immobile del tempo, ma un organismo vivo che interpreta l’eredità del passato come un fuoco da tenere acceso e continuare ad alimentare, trasmesso di generazione in generazione» spiega la direttrice del Festival Luana Bisesti. «Ma mai come in questa edizione il tema del passaggio generazionale trova spazio trasversalmente nel programma. Non è un semplice maquillage, un avvicendamento di nomi, una banale strizzata d’occhio al pubblico più giovane. Al contrario, è la volontà di tenere fede alla missione originaria di un Festival che, anno dopo anno, fin dal 1952 ha sempre tentato di far dialogare chi ha tracciato le vie e chi prova a seguirle e reinventarle».
Proprio ai più giovani sono destinate le proposte del T4Future: un programma di proiezioni, laboratori e attività pensato per favorire l’educazione all’immagine e promuovere tematiche legate allo sviluppo sostenibile, alla tutela dell’ambiente e all’educazione alla cittadinanza attiva, in collaborazione con tante realtà del territorio. Più di 100 gli appuntamenti in programma, molti dei quali realizzati nell’ambito del Piano nazionale di educazione all’immagine per le scuole promosso dal Ministero della Cultura e dal Ministero dell’Istruzione e del Merito. E, novità di quest’anno, T4Future porta in sala un ricchissimo programma di film di animazione pensati specificatamente per il pubblico più giovane.
Come anticipato nei mesi scorsi, la seguitissima sezione Destinazione… volge lo sguardo a Est e si dirige in Corea del Sud, Paese da tempo al centro di una rivoluzione cinematografica che nel giro di poco tempo ha portato al consolidarsi di uno star system e di una generazione di cineasti di assoluto valore.
«Un Festival che dura dal 1952, non è solo un patrimonio della città di Trento, ma un elemento fondativo del sistema culturale italiano: lo dico con orgoglio, ma soprattutto con la consapevolezza che la nostra città, grazie al suo Festival, si candida ogni anno ad essere la capitale mondiale della riflessione sul futuro delle Terre Alte. Uno spazio libero, come ha più volte detto il Presidente Leveghi, che non lusinga il pubblico con risposte facili e preconfezionate, ma lo pungola a mettere in discussione le proprie certezze e a trovare nuovi sguardi, nuove visioni» ha concluso l’Assessora alla cultura e Vicesindaca di Trento Elisabetta Bozzarelli.
Il programma completo è disponibile da oggi su www.trentofestival.it .