66. Trento Film Festival

Un viaggio inchiesta nei torrenti alpini in un libro nato dal basso

Pubblicata il 27/04/2018

di Karin Piffer

Possiamo dire che ho scritto un libro ‘politico’, non parla solo di acqua ma anche dei cittadini”. Con queste parole ieri, giovedì 26 aprile, in occasione della sessantaseiesima edizione del Trento Film Festival, Elisa Cozzarini ha presentato il suo libro Radici liquide: un viaggio-inchiesta lungo gli ultimi torrenti alpini (Ediciclo, 2018). La presentazione, moderata da Lorena Stablum, si è tenuta alle 17.30 presso lo spazio espositivo MontagnaLibri in piazza Fiera a Trento.

Scrittrice e giornalista, classe ’78, Cozzarini ha sempre avuto particolarmente a cuore la tematica ambientale. Con questa nuova pubblicazione, ripropone il problema dello sfruttamento idroelettrico dei nostri corsi d’acqua, argomento già affrontato nel precedente libro Acqua Guerriera (edito nel 2016).

Radici liquide, realizzato grazie al processo di crowdfunding (un finanziamento collettivo, in questo caso sostenuto da duecento editori dal basso), racconta il viaggio di un anno lungo le rive di più di cinquanta torrenti.

Un’avventura che, dalla Valle d’Aosta verso il Friuli Venezia Giulia, passando dal Trentino per poi arrivare in Liguria, vuole mettere in luce non solo la tematica della gestione e utilizzo dell’acqua, ma anche la storia delle persone che si battono per difendere queste preziose risorse idriche. Cosa sta accadendo quindi ai corsi d’acqua delle Alpi? Elisa Cozzarini risponde a questa domanda, sottolineando l’importanza di una riscoperta delle nostre origini e delle nostre bellezze naturali, troppo spesso dimenticate. L’intento del libro è quello di coinvolgere più persone possibili e sensibilizzare le comunità su un argomento complesso, fornendo dati e informazioni dettagliate, con un tono sempre appassionato ed emozionante. Come afferma la stessa autrice:

Radici liquide cerca di portare chi non va in montagna, dentro la montagna”.

Parlando di energia idroelettrica, è comune opinione ritenere che questa sia un’energia pulita, eppure non sempre “idroelettrico” è sinonimo di verde. I corsi d’acqua ancora naturali presenti sulle Alpi sono veramente rari e, a causa dello sfruttamento idroelettrico, sono destinati a diminuire sempre di più. A partire dal 2016, secondo i dati GSE (Gestore Servizi Energetici) c’è stato un calo del 7% nella produzione di energia. Sempre dal 2016 però, c’è stato anche un incremento nella costruzione di impianti idroelettrici. Aumenta la costruzione degli impianti, grazie agli incentivi per le energie rinnovabili pagati con la bolletta dell’energia elettrica, ma diminuisce la produzione. Se si toglie acqua ad un torrente si altera un equilibrio e, se nessuno si oppone, si continua ad autorizzare la creazione di queste strutture, modificando per sempre armonie antiche e vitali. Fortunatamente però, qualcuno non ci sta. Piccoli gruppi e comitati di cittadini combattono perché non venga portata via la loro preziosa acqua. Sono proprio queste le persone che l’autrice ha incontrato lungo il suo percorso, uomini e donne che nei loro torrenti, nei loro fiumi, nei loro corsi d’acqua riescono a vedere ciò che altri non vedono. Tutti hanno un fattore in comune: un grandissimo attaccamento alla montagna e alle sue acque.

Questo è un libro che parla di passione, di montagna, di acqua ma soprattutto di persone coraggiose che non hanno paura di battersi per ciò che più amano, infatti: “È il mio libro – ha detto la scrittrice – ma nasce dalla resistenza di tanti. La resistenza oggi è anche un po’ questo: difendere i nostri beni comuni”.

 

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