Edizione 2019

Premi e riconoscimenti

La Giuria Internazionale della 67. edizione del Trento Film Festival ha assegnato i seguenti Premi:

  • Genziana d’Oro Miglior Film - Gran Premio “Città di Trento”

    Genziana d’Oro Miglior Film - Gran Premio “Città di Trento”

    La Grand-Messe

    Valéry Rosier, Méryl Fortunat-Rossi

    Belgio, Francia / 2018 / 70'

    Motivazione della giuria

    Un racconto sapientemente ritmato su identità, nazionalismo, invecchiamento e lutto. Il film indaga l'appassionato fanatismo di un gruppo di tifosi di ciclismo provenienti da tutta la Francia, che
    condividono l'amore per una delle più famose gare di ciclismo al mondo: il Tour de France. Con l'avvicinarsi della gara, i registi Méryl Fortunat-Rossi e Valéry Rosier, svelano le vite di un'anziana generazione impegnata in una riflessione su quello che loro, e la Francia, sono diventati.

  • Genziana d’Oro Miglior Film di Alpinismo - Premio del Club Alpino Italiano

    Genziana d’Oro Miglior Film di Alpinismo - Premio del Club Alpino Italiano

    La regina di Casetta

    Francesco Fei

    Italia / 2018 / 80'

    Motivazione della giuria

    La giuria vuole complimentarsi con il regista per la sensibilità con la quale ha guidato il pubblico alla scoperta della vita privata di Gregoria, un ragazza che sta crescendo in un paesino di
    montagna. Il film segue la protagonista per un anno, evidenziando le sfide che è costretta ad affrontare per restare nel suo bellissimo paese circondato dalla natura, che lei considera il posto più bello al mondo. Allo stesso tempo poetico e contemplativo, La regina di Casetta trasmette un messaggio di resistenza per tutte quelle comunità che vogliono continuare a vivere in montagna.

  • Genziana d’Oro Miglior Film di Esplorazione o Avventura - Premio “Città di Bolzano”

    Genziana d’Oro Miglior Film di Esplorazione o Avventura - Premio “Città di Bolzano”

    Bruder Jakob, schläfst du noch?

    Stefan Bohun

    Austria / 2018 / 80' / Anteprima italiana

    Motivazione della giuria

    Questo commovente film, la storia di quattro fratelli cresciuti insieme nelle montagne del Tirolo - tra cui lo stesso regista Stefan Bohun - e del loro tentativo di comprendere e fare i conti con il suicidio del quinto di loro, è a suo modo anche un'esplorazione. Attraverso il tempo, riguardando i filmati della loro infanzia e confrontandosi sui reciproci percorsi, e lo spazio, viaggiando dalle loro montagne alla lontana città dove viveva il fratello, i quattro analizzano la loro relazione con Jacob e tra loro, prima di
    tornare sulla montagna che scalarono insieme da ragazzi.

  • Genziana d’Argento – Miglior Contributo Tecnico-Artistico

    Genziana d’Argento – Miglior Contributo Tecnico-Artistico

    Riafn

    Hannes Lang

    Germania / 2019 / 30' / Anteprima italiana

    Motivazione della giuria

    Una meravigliosamente ritmata raccolta di canzoni, suoni e richiami che i pastori delle montagne usano per comunicare tra loro e con i loro animali. Considerato il tema, la colonna sonora di
    questo film è fondamentale. Il suono e il montaggio sono eccezionali e contribuiscono enormemente al successo del film, creando l'impressione complessiva di uno spontaneo concerto di montagna.

  • Genziana d’Argento - Miglior Cortometraggio

    Genziana d’Argento - Miglior Cortometraggio

    Stations

    Julien Huger

    Francia / 2018 / 23' / Anteprima italiana

    Motivazione della giuria

    Per le sue immagini mozzafiato e per il suo approccio artistico molto originale, il film è capace di trasformare le immagini dell'attività di una stazione sciistica invernale in astrazioni, sensazioni
    ed emozioni, mostrandole come vani tentativi da parte degli umani di addomesticare montagne quasi soprannaturali. Attraverso l'uso raffinato e intenso delle immagini e della musica, al termine del film i monti diventano un varco che connette l'umanità al cosmo.

  • Premio della Giuria

    Premio della Giuria

    The Border Fence

    Nikolaus Geyrhalter

    Austria / 2018 / 112'

    Motivazione della giuria

    Un documentario che è un saggio preciso sul presente. Un forum di confronto tra opinioni, che accoglie la voce dei cittadini, li osserva al lavoro, costruisce un possibile popolo e ascolta un coro discordante di parole e impressioni sul tema dei migranti. Un grande film politico, complesso e contraddittorio, che si contrappone al discorso politico semplificato trasmesso dai media.

  • Menzione Speciale della Giuria

    Menzione Speciale della Giuria

    Beloved

    Yaser Talebi

    Iran / 2018 / 61'

    Motivazione della giuria

    La giuria vuole inoltre conferire una menzione speciale al documentario Beloved e complimentarsi con il regista per aver ritratto il coraggio di una signora di ottant’anni che vive da sola sulle montagne della Turchia, sopravvivendo con difficoltà insieme alle sue mucche, alle quali è legata come fossero i suoi figli. Mentre i suoi veri figli non le fanno mai visita, lei continua ad aiutarli attraverso il
    duro lavoro, garantendo loro un’eredità. Riprendendo la vita di questa donna in diverse stagioni, il regista offre un ritratto onesto del coraggio di una madre.

  • Premio del pubblico Miglior Lungometraggio - Acqua Pejo

    Premio del pubblico Miglior Lungometraggio - Acqua Pejo

    Cielo

    Alison McAlpine

    Canada, Cile / 2017 / 78' / Anteprima italiana

  • Premio del pubblico Miglior Film di Alpinismo - Rotari

    Premio del pubblico Miglior Film di Alpinismo - Rotari

    Fine Lines

    Dina Khreino

    Emirati Arabi Uniti, Hong Kong / 2018 / 97' / Anteprima italiana

RICONOSCIMENTI SPECIALI

I film concorrono inoltre all’assegnazione di dieci riconoscimenti speciali offerti da associazioni o enti partner del festival, attribuiti da giurie indipendenti:

  • Premio “Mario Bello”

    Premio “Mario Bello”

    Al film che meglio rispecchi i valori e gli ideali del Club Alpino Italiano.
    Istituito dal Centro di cinematografia e Cineteca del Club Alpino Italiano.

    DREAMLAND. A documentary about Maciej Berbeka

    Stanisław Berbeka

    Polonia / 2018 / 86' / Anteprima italiana

    Motivazione della giuria

    Il documentario del trentaquattrenne Stanislav Berbeka racconta la vita del padre, forte alpinista polacco, poco conosciuto al grande pubblico, scomparso, insieme a Tomasz Kowaiski, durante la discesa dal Broad Peak il 6 marzo 2013, dopo la vittoriosa prima invernale a quella vetta, già tentata nel 1988. Un buon debutto per il figlio di Maciej, alla sua prima esperienza con un film. Ha saputo raccontare in modo delicato, ma molto empatico, la storia alpinistica, la filosofia di vita, i “credo” più profondi del padre nei molti anni di attività di alpinista, guida alpina e soccorritore. Il bilanciato connubio di materiale d’archivio con i ricordi di amici, famigliari e compagni di spedizione ne fanno un racconto puntiglioso, ma dai toni mai noiosi e melensi. In particolare nel film viene sottolineata l’intensa umanità di Maciej, che pone sempre al centro del proprio modo di essere la famiglia, la solidarietà, l’umiltà rispetto al puro gesto alpinistico. Il film è intriso della profondità dei rapporti umani, con i compagni di cordata, i famigliari, gli amici e ci mostra uno spaccato della società polacca della seconda metà del Novecento. Lo spettatore è colpito dalla narrazione di situazioni drammatiche, raccontate con un linguaggio molto raffinato, sentimentale, dolce, ma non sdolcinato. Dreamland, per i principi di umanità e solidarietà di Maciej nell’approccio alla vita e alla montagna, rappresenta al meglio gli ideali che il Club Alpino Italiano promuove e sostiene quotidianamente.

  • Premio RAI

    Premio RAI

    Al miglior documentario d’attualità.
    Istituito dalla Sede Rai di Trento.

    Storie di pietre

    Alessandro Leone

    Italia / 2019 / 74' / Anteprima mondiale

    Motivazione della giuria

    La pellicola racconta e descrive tre aspetti della vita a Frascaro, frazione di Norcia, dopo il terremoto del 24 agosto 2016. La popolazione vive ancora nei moduli metallici, in spazi angusti e in assenza di luoghi di aggregazione. Gli archeologi a mani nude e senza ausilio di mezzi, cercano fra le macerie, in particolare della Chiesa trecentesca di san Antonio Abate, frammenti delle sculture lignee e degli affreschi, ricostruendo come in un puzzle la pala d'altare del Santo. Un monaco custodisce sul monte un eremo con una piccola chiesa, risparmiato dal terremoto, e ne rafforza quotidianamente le mura in una sorta di sfida all’imponderabile, ma in armonia con Dio. Il film è un alternarsi di scene di vita, ricostruzione e ricerca di quanto appartenuto alla memoria collettiva e a tradizioni ataviche. Il quotidiano s'intreccia con la storia: non tutto sarà recuperabile e molta parte di quanto è sepolto dalle macerie resterà solo nei racconti. Lo sguardo nell’ultimo fotogramma si rivolge al cielo che assiste, il resto è silenzio come il sentiero che congiunge Frascaro a Norcia. Buone la sceneggiatura, le riprese ed il montaggio.

  • Premio Museo Usi e Costumi della Gente Trentina

    Premio Museo Usi e Costumi della Gente Trentina

    Al film che meglio rappresenti con rigore documentario etnoantropologico, gli usi e costumi delle genti della montagna.
    Istituito dal Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina.

    In questo mondo

    Anna Kauber

    Italia / 2018 / 97'

    Motivazione della giuria

    Il film In questo mondo di Anna Kauber, con originalità e con attenzione, apre all’osservazione etnografica il mondo poco esplorato, per quanto ben noto da sempre, delle donne pastore. Così, attraverso la testimonianza diretta di un gran numero di interpreti d’eccezione, sapientemente individuate con evidente impegno di ricerca ai quattro angoli più remoti del nostro paese, il film punta al mettersi a fuoco di un paesaggio etico intonso, in cui la femminilità delle protagoniste si coniuga naturalmente con la loro condizione di pastore e di mandriane, vere e proprie “madri del gregge”, in una prospettiva dalle coloriture ancestrali che sarebbe certamente piaciuta a Marija Gimbutas.

  • Premio Solidarietà Cassa Rurale di Trento

    Premio Solidarietà Cassa Rurale di Trento

    All’opera che meglio sappia interpretare le situazioni di povertà, ingiustizia, emarginazione ed isolamento sociale che, nella solidarietà e nell'aiuto reciproco, possano trovare il loro riscatto, come avvenne alle origini del movimento cooperativo nelle vallate e nelle montagne del Trentino.
    Istituito dalla Cassa Rurale di Trento.

    Una casa sulle nuvole

    Soheila Javaheri

    Italia / 2018 / 83'

    Motivazione della giuria

    Documentario di grande attualità tematica in cui la lingua persiana si alterna con quella italiana ed inglese e che presenta un montaggio agile e dinamico, sostenuto da immagini notturne molto evocative. La regia attenta e puntuale riesce a favorire l’interazione scenica fra la stessa regista e gli altri attori coinvolti, dando vita alla drammatica vicenda della coppia di rifugiati politici, originari dell’Afghanistan e dell’Iran, che deve lasciare la propria casa di Trento entro 60 giorni per tornare al Paese natio della donna, accompagnanti dal loro figlio di 10 anni, Sepanta, nato e cresciuto in Italia. L’intenso dialogo fra padre e figlio e la profonda introspezione della madre guidano lo spettatore alla comprensione delle dinamiche psicologiche che orientano i genitori nella scelta di dedicare questi 60 giorni totalmente al loro figlio, per offrirgli un’idea diversa di casa, e di intraprendere un viaggio verso il Paese d’origine della madre che non rappresenta solamente un itinerario geografico. La regia riesce brillantemente a raccontare le dinamiche personali ed il senso di nostalgia dei protagonisti, la fertile dialettica dei loro rapporti e la nascita di sentimenti di costruttiva solidarietà, di compassione intesa in senso letterale, anche come riflesso dei sentimenti sociali della piccola comunità in cui si muovono, uno spazio che rappresenta un luogo più universale dove si rende possibile, attraverso l’impegno condiviso, un nuovo senso di casa, di famiglia e di patria. Il film invita, in ultima analisi, a non dimenticare mai che dietro ogni persona c’è una storia che merita sempre di essere ascoltata

  • Premio Studenti Università di Trento, Bolzano e Innsbruck

    Premio Studenti Università di Trento, Bolzano e Innsbruck

    Ad un opera di particolare valore culturale realizzata da un autore di età inferiore ai 33 anni.
    Istituito dalle Università di Trento, Bolzano e Innsbruck.

    Livadi

    Mirac Atabey

    Turchia / 2018 / 15'

    Motivazione della giuria

    Livadi, nella sua originalità, è un cortometraggio difficile da descrivere. Sospeso tra dinamismo e staticità, trasporta lo spettatore in un viaggio tragicomico che si va a svelare gradualmente. Un uso del tempo magistrale e la brillantezza dei dialoghi, fanno muovere la pellicola con leggerezza fra tempi e spazi vicini e lontani. Una serie, questa, di scelte coraggiose e mirate che lo rendono unico nel suo genere.

  • Premio MUSE Videonatura

    Premio MUSE Videonatura

    Istituito dal MUSE - Museo delle Scienze.
    All'opera più originale, per soggetto, sceneggiatura e montaggio, nel racconto di temi quali natura, ambiente, sostenibilità e cambiamenti climatici.

    Le temps des Forêts

    François Xavier Drouet

    Francia / 2018 / 103'

    Motivazione della giuria

    Drouet ci accompagna in un lungo viaggio attraverso le foreste francesi. Incontriamo boscaioli, forestali, proprietari terrieri. Vite legate alle foreste, alla loro gestione, alla loro salvaguardia, al loro sfruttamento. Insieme ci svelano come le foreste di Francia si stiano trasformando sempre più in monocolture intensive, sradicate dai cicli propri di un ambiente naturale e vincolate, invece, dagli imperativi dell’industria. Il regista indaga e lascia che siano le voci dei protagonisti a delineare uno scenario estremamente complesso. Lo spettatore, ne siamo certi, si immedesimerà. Si porrà dubbi, si chiederà quali scelte debbano essere prese. È proprio la capacità di stimolare una maggiore consapevolezza nei confronti del proprio territorio e delle dinamiche che lo definiscono che ci ha colpiti e che vogliamo premiare con piacere.

  • Premio Dolomiti Patrimonio Mondiale UNESCO

    Premio Dolomiti Patrimonio Mondiale UNESCO

    Al miglior film che documenti la consapevolezza delle comunità rispetto agli eccezionali valori universali riconosciuti da UNESCO e la capacità di una conservazione attiva del territorio.
    Istituito dalla Fondazione Dolomiti UNESCO e dalla SAT Società Alpinisti Tridentini.

    La regina di Casetta

    Francesco Fei

    Italia / 2018 / 80'

    Motivazione della giuria

    Una storia semplice quella di Gregoria, ragazza di 14 anni, seguita per l'arco di un anno, nel momento in cui la vita richiede una delle scelte più difficili: abbandonare il proprio piccolo paese dell’Appennino per proseguire gli studi in città, oppure sobbarcarsi la fatica di lunghe e disagiate trasferte quotidiane. Il film documenta una particolare consapevolezza da parte dei giovani dell’unicità di territori apparentemente marginali, ma che in realtà costituiscono la spina dorsale dell’intero Paese. Quella realtà che la ragazza definisce “luogo magico”, resistendo alla tentazione di seguire l'esempio di quei tanti abitanti che nei decenni scorsi hanno abbandonato quei luoghi. Gregoria diventa così il simbolo di quelle comunità montane che vivono certo in condizioni disagiate ma sono custodi e sentinelle di un territorio fragile. Una bella storia, semplice e vera, di amore e attaccamento. L’essenziale colonna sonora, composta quasi esclusivamente dai rumori della natura, si pone in sintonia con le immagini e la semplicità del racconto. Si inseriscono bene anche i versi di Dino Campana, che soggiornò per qualche tempo nella frazione di Casetta di Tiara, l’altra ‘protagonista’ del film.

  • Premio CinemAMoRE

    Premio CinemAMoRE

    Alla miglior opera della sezione Orizzonti Vicini, dedicata ai film prodotti o girati in Trentino Alto Adige, agli autori, case di produzione e scuole di cinema della regione, alle storie e al racconto del territorio.
    Istituito dai tre Concorsi cinematografici di levatura internazionale del Trentino: Rassegna Internazionale Cinema Archeologico di Rovereto, Trento Film Festival e Religion Today Filmfestival.

    Una casa sulle nuvole

    Soheila Javaheri

    Italia / 2018 / 83'

    Motivazione della giuria

    Il film parte da un’esperienza privata e si allarga verso tematiche attuali come i flussi migratori, l’identità nazionale e personale, l’integrazione, dando valore universale al racconto. Interessante l’utilizzo di diversi mezzi tecnologici, funzionali alla narrazione, che è ripensata continuamente a fronte di eventi reali imprevisti e incontrollabili.

  • Premio BIM

    Premio BIM

    Istituito dai quattro BIM (Bacini Imbriferi Montani) della Provincia di Trento ed assegnato al miglior film che documenti azioni di attenzione e tutela dell'ambiente e delle risorse naturali, con particolare riferimento all'acqua.

    Bamboo Stories

    Shaheen Dill-Riaz

    Germania, Bangladesh / 2019 / 96' / Anteprima italiana

    Motivazione della giuria

    Attraverso una figurazione dai tratti neorealistici dove a muovere sono le narrazioni di una vita condensata fra le radure delle foreste, ecco i gesti, le azioni delle persone, il loro linguaggio spontaneo, la verifica delle difficoltà materiali, ma anche le suggestioni per un futuro desiderato e migliore. Nella successione delle scene si frappongono materiali visivi in forma documentale, luoghi smeraldo dove serpeggiano fiumi generosi ai quali viene affidata parte della soluzione, ma anche si tratteggiano con rarefazione evocativa le persistenze quasi nostalgiche di atmosfere gonfie di esotismo. “La foresta è sacra”, nella sua bellezza antica e continuamente rigenerata, per la donazione di materie e sostanze che gli uomini rispettosamente prendono con il lavoro, per alimentare la loro esistenza. Le scene di quotidianità sono ispirate, riconsegnate con pacatezza al nostro sguardo occidentale, vibrano nella rappresentazione gonfia della dignità dei momenti, nella descrizione degli stati d’animo; tante volte traducono sentimenti di speranza e molte sincere intensità dei protagonisti dediti al lavoro del taglio e del commercio del bamboo. Le immagini diventano avventurose e propositive quando, dopo una faticosa realizzazione “fatta a mano” prende corpo una acquatica derivazione, che faciliterà il trasporto del legname verso i porti e i mercati più o meno lontani. Un progetto quest’ultimo, un’invenzione che cambierà il corso delle cose; una diga, con il nuovo canale costruito nelle vastità selvatiche che, con l’energia dell’acqua diverranno impulso e speranza per il futuro di tutta la famiglia dei lavoratori. L’epica della fluitazione viene svelata con preziose e commoventi riprese in rallenty, che pure considerando la distanza dei territori e delle culture, nella disuguale tradizione e programmazione, sembra lasciare affiorare il ricordo e le metodologie di lavoro dei boscaioli della nostra storia alpina. Un film che avvicina ed apre a respiri di profonda umanità.

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