Edizione 2020

Il Premio BIM a "Con le mie mani" di Mattia Venturi

Pubblicata il 27/08/2020

Assegnato oggi in sala il primo premio speciale assegnato dalle giurie indipendenti


Istituito dai quattro BIM (Bacini Imbriferi Montani) della Provincia di Trento, il Premio BIM è assegnato al miglior film che documenti azioni di attenzione e tutela dell’ambiente e delle risorse naturali, con particolare riferimento all’acqua.

La giuria del Premio BIM composta da Michele Bellio, Alessandro Togni, Marcello Riccadonna, Filippi Gilli, ha assegnato il premio al film Con le mie mani di Mattia Venturi (Italia / 2020 / 69’), in occasione della proiezione delle ore 18.30 al Cinema Nuovo Roma, con la seguente motivazione:

Muovendo dai tragici avvenimenti della tempesta Vaia del 2018, affrontati con pudore e toccante rispetto, il racconto intessuto dal regista e dal cosceneggiatore si muove con semplicità, ma senza banalità, lungo una simbolica scalata alla vetta. I quattro protagonisti ci restituiscono il lato umano della montagna, declinando l’importanza di quest’ultima in percorsi personali variegati ed affascinanti. Su tutto emerge la necessità di partecipare attivamente all’esperienza sensoriale, come suggerito dal titolo, sia essa quella del brivido di una scalata ad una parete vergine, o la percezione della vita in luoghi impensati, o ancora la fisicità di un legno boschivo che si trasforma in arte, in musica, in emozione.

Il sentire di ciascun individuo partecipa al quadro generale, permettendo al film di affrontare riflessioni attuali come le conseguenze dei cambiamenti climatici e la riduzione delle fonti d’acqua d’alta quota. Ma sono prevalentemente le ricerche personali ad arricchire il quadro, ponendo interrogativi esistenziali sul senso dell’esperienza alpinistica, sulla difficoltà di coniugare i ritmi contemporanei con il naturale scorrere del tempo e sulla necessità di vivere la montagna in maggiore sintonia con la natura.

In questa logica di approfondimento emozionale, impreziosita da frammenti di repertorio e mai forzata da un montaggio pulito e lineare, trova espressione la valutazione della giuria, volta a ricordare lo storico ruolo del BIM nel sostenere chi vive in montagna e in relazione alla montagna. Le storie raccolte in questo lavoro appaiono esemplari dell’incredibile varietà umana che muove dall’ambiente cui è dedicata la nostra attenzione, con particolare attenzione a chi ne sa esplorare con rispetto gli spazi, a chi dedica la sua esistenza a studiarne l’evoluzione per garantirne la tutela, a chi ne sfrutta sapientemente i doni, trasformandoli in ulteriore rinnovabile risorsa.

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